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Ho delle pagine di Word che vagabondano sul desktop. Dare loro un nome, un’etichetta, archiviarle diligentemente in una cartella, o magari buttarle, sono tutti gesti che offendono la mia religione e che rifiuto come Satana. Rifuggo il loro astuto e occulto conformismo, a cui oppongo la mia fiera sciatteria.

Voglio fare come Holly Golighthly che chiamava il gatto Gatto.

In queste pagine raccolgo idee che mi colpiscono, colleziono cazzate che, sono convinta al millepercento, mi torneranno utili al momento di scrivere.
Dovrebbe funzionare così: mi troverò chiusa in un angolo del ring della mia mente, cercherò ispirazione e consulterò quelle pagine come un oracolo.
E invece funziona così: non le rileggo mai.
E sai perchè? Perchè le pagine non hanno un nome, un’etichetta, non sono archiviate e non sono nemmeno nel cestino.
Ricorro ai postit. Ne appiccico uno sulla tastiera. Dice così: “ricordati di dare un senso alla tua vita e a quelle pagine senza nome. Grazie”

Va bene, ho capito. Apro la più recente. Ha solo tre giorni. Devo averla compilata in un attacco di sonnanbulismo perchè non ho la più vaga idea di cosa possa contenere. Naturalmente questa piccola emozione inattesa riaccredita la mia teoria anti-nome. Sono ancora capace di sorprendermi e intrattenermi da sola con piccoli spettacoli di magia. Non capisco cos’altro potrei desiderare.

Nel silenzio sospeso del corridoio buio alzo il braccio di scatto in un gesto teatrale, agito le dita dentro un guanto bianco immaginario per scioglierle e scrocchiarle e poi le affondo nel cilindro per estrarre il coniglio. Vale a dire: apro il file.

Ed ecco qui il mio coniglio… parola per parola.

Qualcosa a proposito di Eisenhower e gli alieni (Appunto di minimo tre anni fa)
-riga vuota
-Picasso era cattivo. Una volta, sotto il sole d’agosto, nel sud della Francia, incontrò sulla spiaggia un suo vicino petulante che gli chiedeva da tempo di fargli un disegno autografato. Decise che era arrivato il momento di accontentarlo e lo chiamò per dirglielo. Ma precisò che voleva farlo a modo suo e scarabbocchiò qualcosa sulla pancia cicciona e sudata del poveretto. Poi completò l’opera con quell’inconfondibile firma da milioni di dollari. Il vicino ebbe voglia di morire. (Nessun riferimento alle fonti. L’avro rubata a Rob Brezny?…)
-due righe vuote
-Link ad un trailer vecchio della serie The Americans (Bellissimo! Scrivo subito un altro postit per ricordarmi di scriverne!)

-un titolo in grassetto: “top five della settimana” (oddio questo è troppo. adesso cancello e poi mi ammazzo, giuro)
1. Si dice che Valeria Golino abbia girato un bel film… Golino, bel film, girato…
2. Salta fuori che Horst Tappert militò nelle SS. Reggimento granatieri nella capagna di Russia. In Germania e in Olanda ritirano tutte le puntate di Derrick e ci fanno un falò, giurando di non trasmetterlo mai più. Nei corridoi della Rai, che in Italia manda in onda la serie, tutto tace: il responsabile dei palinsesti fischietta con il vento della steppa nei capelli…
3. Macaulay Culkin è andato a vivere a Parigi con quell’inguaribile spiritosone di Pete Doherty. Preparare coccodrilli.
4. Scaricare tutti gli episodi di Hannibal e andare in macelleria.
5. vuoto (ero a corto di notizie. concorro ufficialmente per il premio alla peggior top five della storia delle top fives.)

Basta. Nient’altro. Tutto qui e tutto vero.

Seleziona tutto. Ctrl X. Chiudi file. Tasto destro. Rinomina. vabenemiarrendohaivintotu.doc.
Clic.

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