Under the “boring” dome

- Hey! Ho un idea. Perchè non facciamo una serie con un paesino isolato da tutto e da tutti a causa di un misterioso avvenimento che si manifesta sotto la forma di un enorme cupola indistruttibile? A quel punto le persone perdono la testa i cattivi diventano più cattivi i matti più matti e un paio di ragazzini epilettici prevedono un futuro criptico.
- Beh mi sembra già visto…voglio dire un gruppo di persone isolate, un evento misterioso, ok non è un isola ma Lost è li…poi il villaggio dell’entroterra…Jericho…e poi…
- Mi chiamo Stephen King
- A chi devo mandare il bonifico?

Ok. Potrei aver alterato la realtà a mio piacimento condendo la scena con un po’ di sana invidia autoriale, ma non sapevo bene da dove cominciare e questa premessa mi è sembrata la più adatta ad esprimere la mia delusione.

Ho visto i primi 3 episodi di Under The Dome pieno di aspettative. La science fiction con un taglio “dark” alla King sembrava poter dare qualche soddisfazione. La pilota ha un suo ritmo, il giusto mix di colpi di scena e azione, ma il secondo e terzo episodio si “siedono” completamente facendoci pensare che la 1×01 non era altro che un abbocco ben confezionato per fregare lo spettatore. Improvvisamente la serie si trasforma in un “village drama” che sembra presagire un focus sulle trame interne al paese più che sul reale problema che affligge gli abitanti di Chester’s Mill. Quello che sembra essere successo è una normalizzazione (aka edulcorazione degli elementi disturbanti) dell’opera originale in cui erano centrali temi come necrofilia, omidici, stupri etc..insomma i classici elementi per un felice lunedi in famiglia.

Il racconto originale (omonimo) ha una storia molto travagliata a detta dello stesso King. Iniziato nel 1982 sotto il titolo di “The Cannibals”, il libro è rimasto per anni chiuso in un cassetto. Le oltre 450 pagine scritte non convincevano l’autore horror di maggior successo che l’America ricordi. L’idea principale era leggermente differente dalla sua incarnazione odierna come racconta lui stesso nel libro di J. Spignesi “The Lost Work of Stephen King” (1998)

“Ho circa 450 pagine finite, si tratta di queste persone che sono intrappolate dentro un edificio. La cosa peggiore che possa capitarti. E ho pensato…non sarebbe male se finissero per mangiarsi tutti a vicenda? E’ strano…ho scritto tutto su un unico taccuino, chissà se vedrà mai la luce”

Il progetto cambia titolo in Under The Dome e nel 2009 King è costretto a mostrare alcuni vecchi estratti del romanzo per giustificare l’inquietante somiglianza con un film che tutto ricorda, tranne un film horror, The Simpsons.

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“Molti su internet hanno scritto che ci sono delle somiglianze tra il mio Under The Dome e il film dei Simpsons, dove [...] Springfield rimane intrappolata sotto una cupola di vetro. [...] non ho mai visto il film quindi non so che dire, è stata una sorpresa per me, anche se so che le somiglianze sono sempre casuali. Per chi dubita comunque, questi estratti (di The Cannibals NDR) dovrebbero dimostrare che avevo pensato alla cupola e all’isolamento molto tempo prima di Homer, Marge e quel gruppo di simpaticoni”

Al tempo della pubblicazione la casa editrice ha tentato un mini esperimento virale pubblicando una serie di siti ispirati alla ridente Chester’s Mill tra cui un sito stile “proloco”, quello dello Sweetbriar Rose, Big Jim Rennie Used Car per finire con il sito ufficiale del Chester’s Mill Democrat. I siti, per quanto un po’ datati, sono ancora online e funzionanti.

FONTE estratti Wikipedia

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