JJ Abrams, lo scambista di serie stellari.

Sarò sincero come un Vulcaniano. Non posso scrivere una recensione di Star Trek. Non lo posso fare. Non me lo chiedete. Sono un fan, non avrebbe senso. Sarebbe come chiedermi di scrivere una recensione di Ritorno al futuro. Finirei per scrivere cose tipo “E’ bellissimo” per poi attaccarvi un filippica infinita su quanto volessi essere Michael J. Fox da piccolo. Già, da piccolo.

Quindi farò qualcos’altro. Vi dirò che Star Trek è esattamente quello percui è stato costruito. Una macchina per divertire e ci riesce a pieno, a mio parere. I trekker forse troveranno alcuni riferimenti poco ortodossi. Alcuni spettatori potranno lamentare un eccessivo uso del lens flare (no seriamente, JJ, abbiamo un problema, piace anche a me il lens flare, ma Star Trek sembra girato dentro una di quelle stanze fatte di specchi del Luna Park), altri diranno che ci sono paradossi temporali che difficilmente potranno trovare risposta se non con un “Grande Giove!” (lo vedete, non ce la faccio), fatto sta che Star Trek Into Darkness riesce perfettamente nel suo scopo, citando @niola


Ovvero riesce “là dove un uomo in metallo aveva già fallito prima”. Non mi è riuscita la parafrasi di Star Trek. Poco male. C’è un altra cosa di cui voglio parlare in maniera del tutto pretestuosa. JJ dirige Star Trek, e dirigerà tra poco il nuovo Star Wars (e la scena dell’inseguimento tra astronavi all’inizio del film, è per me, una prova generale). Mai tutto questo “potere” era stato riposto nelle mani di un solo uomo. Chris Taylor dalle colonne di Mashable, ricevuta la notizia ha scritto a caldo: “dal tono dei tweets che rimbalzano in rete, sarete perdonati per aver pensato che un Protestante è stato appena eletto Papa”. Già perchè le serie di Star Wars e Star Trek si conformano proprio come due Religioni. Hanno le loro regole, hanno il loro credo: Star Wars è un Science Fantasy, Star Trek è una Science Fiction. La prima è mistica, quanto è umanista la seconda. La prima è ambientata in un passato non del tutto definito (A long long time ago…), la seconda in un futuro molto lontano. Ma il destino delle due saghe si è già incrociato altre volte. A quanto pare JJ Abrams non è il primo “scambista” di serie cult. Dean Foster autore dei primi due racconti di Star Wars è stato anche responsabile del trattamento del primo Star Trek. Lo stesso George Lucas, e nel particolare la sua Industrial Lights and Magic ha avuto un ruolo centrale nel portare in tv la serie di Star Trek nel 1987. Il visual effect supervisor John Knoll è stato infatti responsabile di alcuni effetti cult di Star Trek, come l’effetto Warp Drive (velocità di curvatura) della sigla.

Lo stesso Knoll ha continuato la sua collaborazione con la serie fino al 1995 prima di tornare a collaborare con Star Wars per la Special Edition e gli episodi successivi. Addirittura in “Trek Nation”, documentario sull’impatto culturale che il lavoro di Gene Roddenberry (autore della prima serie di Star Trek) ha avuto sulle persone, interpretato da Eugene Roddenberry, Jr (il figlio), troviamo un Lucas particolarmente grato alla serie “avversaria”.

Per fortuna a mettere pace tra i due mondi ci ha pensato il vecchio George “Hulu” Takei (primo personaggio a recitare in tutte due le saghe, ha infatti prestato la voce per la serie animata The Clone Wars) che in questo video ha chiesto ai fan delle due saghe di placare i loro animi: “Quello di cui abbiamo tutti bisogno in questo momento è una “Star Peace”, se non vogliamo che la Science Fiction cada preda di un ben più temibile nemico…Twilight”. Messaggio ricevuto Hulu.

Ringrazio Chris Taylor per le info.

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