La Grande Bellezza: quando a far paura è l’illusione

La verità è che Roma è così bella che a un turista giapponese gli viene un infarto.
Comincia da qui Sorrentino. E mi ricorda subito Jack Nicholson che in “Codice d’Onore” faceva a pezzi quella matricola sbarbatella di Tom Cruise dicendogli secco: “Tu non puoi reggere la verità!”.

Il video sia messo agli atti come DIVAGAZIONE n°1.

DIVAGAZIONE n°2:
Un pò di tempo fa il mio amico Sandrone si è preso una pausa dai suoi documentari e dai suoi libri sulle teorie cospirazioniste per invitarmi a vedere “Pervert’s Guide to Cinema”, una curiosa scorribanda nella settima arte del filosofo e psicanalista sloveno Slavoj Zizek (lo scrivo così perchè ho paura di impallare il blog) che tra le altre cose si interroga sul rapporto tra fantasia e realtà.
Nella forma eccentrica e coinvolgente che distingue la sua mente, Zizek mostra che il linguaggio dei film ci restituisce le nostre ansie più profonde e stimola i nostri desideri, premurandosi di mantenere tutto ad una distanza di sicurezza fatta di quella materia dei sogni che si chiama illusione. Uno stato cuscinetto che sta lì per consentire allo spettatore di sopportare la verità.

Una verità che nel film di Sorrentino è tanta grande bruttezza, che lui però ricorrendo all’illusione ci racconta in modo bello.

Sennò gli toccava fare un film brutto.

Eppure a me non va giù visto che a sconvolgermi nella Grande Bellezza è proprio l’illusione. Perchè se gratti di vero cosa c’è? Sante che mangiano radici ma hanno l’ufficio stampa? Nane che prendono con ironia la propria condizione di nane in una società malata di apparenze? Scrittori che campano quarantanni alla grande perchè hanno scritto un libro di successo? (neanche la Bibbia consentirebbe tanto scialo)
La verità caro Jack Nicholson è che io non posso reggere l’illusione. Che poi è l’origine della stessa afflizione di Jep Gambardella.
Ma solo perchè l’illusione somiglia alla verità più della stessa verità. E visto che è intelligente e cinico, Sorrentino lo sa e scatena tutto il suo potere creativo.
Mi pare infatti che in un patto col diavolo questo paese abbia barattato in blocco la verità per l’illusione. La realtà per il reality. E siccome le cose stanno così, nell’illusione non c’è proprio più niente di consolante e morbido, niente di protettivo. Nessuno stato cuscinetto.
In un simile contesto, ci ritroviamo tutti con le chiappe al vento e anche vedere un film può diventare un gesto spericolato. Qualcosa che confonde.

Mi spiego solo così il fatto che tutte le recensioni negative un po’ questo film lo promuovono, e tutte quelle positive un po’ questo film lo bocciano. (Per inciso a me il film è piaciuto. E anche tanto. Non si era capito?)

Nota a margine: nel film di Sorrentino qualche atroce verità qua e là comunque spunta a scapito di ogni illusione.
1. A Carlo Verdone Roma l’ha deluso
2. Serena Grandi ce la siamo giocata
3. Sabrina Ferilli, quando non recita, è una grandissima attrice.
E se lo accetti puoi reggere tutto un pò meglio.

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