Jersey Boys, Clint si dà al Musical

Quale sarà il prossimo progetto di Clint Eastwood? Una Science Fiction? Un Western? Un Thriller? E’ questo forse il segreto per rimanere giovani, cambiare spesso. Eastwood è un regista che non si stanca mai di provare nuove cose, generi diversi, mettersi alla prova con qualcosa di mai fatto prima. Nella sua ultima pellicola Jersey Boys, dall’omonimo successo di Broadway, Clint ha scelto la commedia musicale per tornare dietro la macchina da presa. Il film ripercorre pedissequamente la struttura narrativa del musical da cui prende in prestito anche alcuni elementi di messa in scena come la rottura della quarta parete con gli attori che spesso e volentieri si trovano a dialogare direttamente con la macchina da presa.

Il film ripercorre l’incredibile carriera di Frankie Valli e dei Four Season. Un gruppo di ragazzi del New Jersey (a parte Bob Gaudio, nato nel Bronx) diventati la rock band pre-Beatles di maggior successo che la storia ricordi.

Malgrado sia un film corale, la narrazione è affidata per lo più al personaggio di Tommy De Vito (Vincent Piazza, Lucky Luciano in Boardwalk Empire) l’unico del cast a non avere un passato nel musical (gli altri tre avevano tutti preso parte alla produzione teatrale). Per l’occasione l’attore ha partecipato a un Rock Camp e ha seguito un corso di chitarra per risultare il più credibile possibile (è il chitarrista della band). Il suo è il personaggio più “stonato” della band, non tanto per le sue doti canore, quanto per il comportamento che lo avvicina più a un picciotto che a un musicista. Non a caso sarà proprio questo elemento a mettere in pericolo il successo della band.

Frankie Valli è interpretato da John Lloyd Young, pluripremiato attore e cantante, che aveva già ricoperto il ruolo di Valli nel successo teatrale. La sua voce (un falsetto incredibilmente potente) è impressionante e pressochè identica a quella del cantante di Belville. Il successo teatrale ha portato Young a cantare praticamente ovunque: Casa Bianca, Carnegie Hall, Radio City Music Hall nella sola east coast, prima di spostarsi a Los Angeles presso lo storico Hollywood Bowl. Young è stato anche la prima Guest Star ad apparire nella serie Glee (Stagione 1, episodio 3, Acafellas).

Jersey Boys è un film divertente (a tratti esilarante, ma io rido molto), con una messa in scena davvero impeccabile (gli anni ’50 sono materia loro, non c’è che dire). Il cast è stellare, e l’aggiunta di Piazza in mezzo a un ensemble di cantanti puri risulta una scelta azzeccata. L’immortale Christopher Walken fa il suo lavoro (è il Boss dalla lacrima facile Gyp De Carlo) insieme a Mike Doyle (produttore della band) e Joseph Russo nei panni di un giovanissimo Joe Pesci. A questo proposito, sono andato a cercami maggiori informazioni riguardo a questo “cameo narrativo”. E’ tutto vero, Joe Pesci è stato effettivamente presente alla formazione dei Four Seasons, di fatto rendendo possibile l’incontro con Bob Gaudio (autore dei maggiori successi). Al contrario è forse non del tutto filologico il suo atteggiamento codardo che sembra essere più che altro una trovata di finzione (ispirata ai suoi successi cinematografici) più che una reale nota biografica.

Nel finale del film (niente spoiler, un biopic non si può spoilerare) Eastwood rende omaggio alla controparte teatrale girando una scena in pieno stile musical con l’intero cast impegnato in un balletto egregiamente eseguito. Negli ultimi fotogrammi poco prima dei titoli di testa, gli attori, come a teatro, rimangono immobili in attesa dell’applauso. Con un taglio di montaggio Eastwood ci porta fuori della finzione, le luci sono ora parte integrante della scena oramai spogliata della finzione cinematografica.

Jersey Boys sarà in tutte le sale italiane a partire dal 18 giugno.

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