Il download alla Casa Bianca

Non so perchè ma ho questa idea di me stessa secondo la quale le storie in costume ambientate nella campagna inglese mi intristiscono, mi lasciano fredda, mi annoiano. Un’idea che viene puntualmente smentita ogni volta che la sfido.
A questa tragica deficienza cognitiva si somma la pigrizia che mi porta poi a dimenticare che a quanto pare io amo la campagna inglese, i costumi ecc.. Perciò per farla breve ho scoperto molto tardi che la mia vita senza Downton Abbey non aveva senso. Rimedio quindi, come faccio sempre, con un attacco di bulimia seriale, e mi secco in pochi giorni la prima e la seconda stagione.

Per non soffrire troppo ne scrivo, lo riassumo senza trascurare dettagli al mio compagno scettico, ìndico la via a quei miscredenti dei miei amici e impongo il dvd a mia madre. Quando ho finito di sgranare il mio rosario però il crampo dell’astinenza mi assale e comincio ad aggirarmi per la rete come un lupo.

E’ così che mi imbatto in una notizia ormai vecchia di un paio di mesi che mi conferma che al mondo non sono sola. Perchè con me sull’ideale divano su cui si accasciano i malati seriali piagati dai cliffhanger, c’è Michelle Obama. Anche lei afflitta dall’inesorabile tramonto dell’età edoardiana.

Le nostre strade però si separano alla terza riga dell’articolo, quando scopro che lei, a differenza di me, non solo ha invitato a cena i Conti di Grantham, ma ha usato la sua influenza di first lady per ottenere dalla produzione britannica una copia del dvd della terza stagione prima che la trasmettessero in America dove la PBS aveva deciso di attendere gennaio per la messa in onda.

La mia rassegna stampa tardiva mi conduce così tra le curve di polemiche e disquisizioni, mi porta al bivio dell’opportunità o meno di chiedere pubblicamente scusa al broadcast americano, e mi guida verso la discesa ripida di riflessioni moraliste sull’attitudine del potere a non tollerare privazioni. Senza trascurare la panoramica mozzafiato sull’idea che Michelle, semmai fosse vendicativa, potrebbe fare spoiler. Tutte riflessioni che, mi piace immaginare, siano state scritte mentre il computer scaricava file pirata.

Faccio dunque un ripasso mentale della situazione e la scena che appare è quella dello staff della Casa Bianca che si affanna per rispondere al capriccio – anche se per solidarietà dovrei chiamarlo disagio- di una donna che chiede una cosa, UNA: il prossimo episodio.
Se solo la Signora si fosse mossa con circospezione, telefonando alla sua amica Elizabeth II per farsi raccontare che succede tra Matthew e Lady Mary, oppure usando chessòio (…) uTorrent, non sarebbe volata una mosca.

Considerando l’affinità elettiva che mi lega serialmente a Mrs. Obama, voglio però pensare che la first lady si sia fatta promotrice di una battaglia di civiltà contro chi tiene in ostaggio gli show per mesi, spingendo qualcun altro a speculare sulla nostra pochezza di spettatori in cerca di una dose.

In Italia, la trasmissione della terza stagione è attesa -cito testualmente- per “la primavera inoltrata”, invito pertanto la signora Clio Napolitano a muoversi nella stessa direzione di Michelle, e ad esercitare tutto il suo potere per farmi avere il dvd.
Terribilmente poco british, I beg your pardon, ma potremo parlarne con calma quando mi raggiungerete a Downton Abbey, dove, in “primavera inoltrata”, il tè viene servito in giardino.

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2 pensieri su “Il download alla Casa Bianca

  1. mo’ viene natale: il puntatone è uno dei regali migliori di questa festività (decadente)
    ma in italia hanno intenzione di mandarlo a ferragosto quindi?!

    volevo anche ringraziarti per sempre, ludovica, per avermi indicato la via!
    *

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