Il cinema di GTA V – Capolavoro

Prima di continuare con la mia recensione, devo fare una piccola premessa. Questo film, non esiste, o meglio esiste solo all’interno di GTA V, quinto capitolo della serie videoludica targata Rockstar. Il gioco ha guadagnato in 3 giorni 1 miliardo di dollari, di fatto diventando il prodotto di intrattenimento che ha guadagnato di più nel minor tempo possibile. Già in Red Dead Redemption (simile a GTA ma ad ambientazione western) i programmatori avevano inserito alcuni elementi di intrattenimento nell’intrattenimento. Ma qui le cose sono diventate sempre più minuziose. Non solo ci sono cinema, ma ci sono varie pellicole tra cui scegliere, tv show da guardare e programmi radio da ascoltare. Tutto è plausibile, tutto è altamente realistico, ma sempre con una nota di cinismo e sarcasmo. Non so ancora quanti film ci siano nelle sale di Los Santos, ma li vedrò per voi. Intanto godetevi questa recensione del meta-film-nel-videogioco “Capolavoro”.

Los Santos 22, settembre 2013

Appena tornato nelle sale di Los Santos è il capolavoro di Emanuelle Pasorelli, non a caso intitolato, appunto, Capolavoro. La regista italiana di origini argentine esprime con questa pellicola la summa del suo lavoro, racchiudendo in poco più di 10 minuti tutto quello che c’è da sapere sull’inconscio dell’uomo.

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La storia è quella di due innamorati. Antoine e Maria. Maria è italiana, ma parla solo francese. Antoine, a discapito del nome, non parla francese, ma ha un ottimo spagnolo. Le due lingue si intersecano in un dialogo serrato. Non un dialogo tra sordi però. I due si intendono molto bene. Quasi come fossero parte della stessa persona.

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Pasorelli in questa pellicola cerca di descrivere il sacro graal di ogni essere umano, il nostro inconscio, dove tutte le nostre paure, insicurezze, sono celate.

“Freud ha fatto un bel casino”

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Già, nulla da dire. Un bel casino, almeno stando ai continui deliri di Antoine. Trovato addormentato da Maria si difende in questo modo.

“Non stavo dormendo, stavo dormendo…”

In Capolavoro, i due piani, quello del sogno e della realtà non sono solo mischiati, ma anche shakerati, ma non mescolati. In questo viaggio onirico Antoine va alla ricerca di se stesso, della sua fede politica, della visione del mondo, del suo rapporto con le donne, del suo matrimonio, senza riuscire a trovare molte risposte

“Vuoi dire che siamo solo una personificazione fisica delle nostre nevrosi?”

–Spoiler alert–

Nella scena finale, una scala verso il cielo è la metafora perfetta dell’inutile ricerca di Antoine, della ricerca di ognuno di noi verso l’infinito, un’infinito che Pasorelli con questo Capolavoro sembra aver sfiorato anche se solo per pochi istanti.

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Capolavoro è al Tivoli di Mourningwood Boulevard.

Orari
10-12
13-17
18-22

Giacomo Cannelli

P.S. Come al solito consiglio la visione al cinema. Ma in rete si trovano anche copie originali del film.

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