David Lloyd e la maschera della democrazia

Durante il Lucca Comics lavorando per il programma Fan Festival (Laeffe) ho avuto la fortuna di incontrare due personaggi incredibili. Il primo è David Lloyd, meglio conosciuto per aver dato vita (su carta) a V Per Vendetta, scritto da Alan Moore. Ma la sua carriera è incredibile a prescindere dal suo più grande successo. Arrivo trafelato. Lloyd si presenta dopo qualche minuto con una giacca a vento di colore scuro. Mi saluta. Ricambio con un pizzico di emozione. Lloyd rompe subito ogni formalità e comincia a chiacchierare del più e del meno. Il suo tono è sommesso, un po’ scorbutico. Ma quello scorbutico simpatico, che non ha alcuna connotazione negativa. Mi racconta del suo stand dove riceve i fan e firma autografi. E’ già stato qui a Lucca un paio di anni fa. In quell’occasione c’era una mostra a lui dedicata. Quest’anno ha deciso di tornare perchè il posto gli piace, la gente è simpatica e poi “si mangia bene!”. Ma bando alla prosa, vi riporto il resoconto di quella chiacchierata. A un certo punto ho anche pensato di tagliare qua e la. Poi c’ho ripensato. Ne avrebbe perso l’atmosfera. Ah, vi chiederete. Chi era il secondo che hai incontrato? Beh, dovrete aspettare la prossima settimana. Vi basterà sapere che il personaggio ha lavorato a Star Wars e The Avengers 2. Buona lettura.

Cosa ne pensi del Lucca Comics?

Credo sia il terzo festival più grande d’europa. E’ fantastico. Mi sono divertito l’ultima volta che sono venuto qui. Spero non piova. L’altra volta non ha piovuto. E’ incredibile. La folla è enorme. Ieri se non sbaglio hanno battuto il record con 100 mila persone in un giorno. E’ fantastico. Ci sono un sacco di persone che possono vedere il tuo lavoro. Con cui puoi parlare dei tuoi progetti. In realtà sono qui anche per promuovere una compilation di progetti esclusivamente per il digitale. Sono due storie. Si chiama Aces Weekly.

Quindi è un qualcosa che andrà solo su piattaforma digitale?

Si Aces Weekly uscira solo in formato digitale e in lingua inglese. Tutti i contributori di questo progetto detengono i diritti. Si accede da un sito. Credo sia una buona cosa per loro per fare qualche soldo in più. Anche scrivere in un’altra lingua. Voglio dire questo è un momento molto delicato, di transizione del fumetto digitale. Le persone amano la carta. Molti non hanno alcuna intenzione di cambiare. E’ per questo forse che il progetto è partito un po’ in sordina.

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Cosa ne pensi, del fumetto digitale? Ad esempio i musicisti spesso dicono “il digitale ha distrutto il mercato…”

Nel senso che preferiscono il vinile..Beh la distribuzione digitale sta spostando i fumetti sullo schermo invece che sulla carta. Ci sono alcuni che preferiscono questo media. Ci sono ad esempio i “Motion Comics”, ma io non li faccio. Credo che la striscia sia una forma d’arte. Ha le sue regole per raccontare, quello che posso fare è mandarla su uno schermo. La cosa positiva è che non si hanno più ingenti spese come stampa, spedizione, magazzino, che di solito influiscono molto sui costi. Usando uno schermo si ha lo stesso effetto. Si va direttamente dal creatore al compratore. Il guadagno arriva diretto. E’ tutto molto semplice. E’ il futuro, siamo tutti consapevoli di questo. I giornali hanno grosse difficoltà a trovare inserzionisti di questi tempi. Ci troviamo all’inizio di questo processo. Quello a cui tengo è la forma d’arte tradizionale, e quello che voglio fare è trasferirla su uno schermo per raggiungere molte più persone. Perchè amo quello che faccio per il mondo dei fumetti. E credo che non sia abbastanza apprezzato. Mettere il proprio lavoro su internet è un ottimo modo per aumentare il proprio audience. Molti non possono andare al negozio. Con il digitale arriva al lettore in un click.

Tornando indietro nel tempo, quando hai deciso di fare questo di lavoro? Quando hai detto è questo che voglio fare…

Beh, a dire la verità non è stata una decisione. Non ho mai avuto l’ambizione di fare questo per vivere. Io volevo essere un illustratore. Un buon illustratore. E’ successo…ho avuto un illuminazione con i fumetti. Mi piace raccontare storie. La cosa bella di quando disegni, specialmente se sei un ragazzino, è poter mettere in scena il proprio film. Puoi fare tutto!

Puoi proiettarlo direttamente dalla mente alla carta…

Esattamente. Mi piaceva disegnare. Ero uno “naturale”. Devo ammetterlo, è vero. Così ho continuato a farlo. Ho cominciato a fare qualche striscia per i giornali. Poi sono passato a storie più complesse. Non posso però dire di avere auvto il “fuoco dentro” all’inizio. Ero ispirato da alcuni lavori molto interessanti. Quando avevo 12 anni ho visto questo fumetto fantastico chiamato Wrath of Gods, parte di un volume chiamato Boy’s World. Un classico, pieno zeppo di avventure e cose del genere. Li i personaggi erano ispirati alla mitologia greca. Avventure alla vecchia maniera. Disegnata in maniera incredibile. Ancora oggi non ricordo di aver visto qualcosa di così sofisticato. Vedere quel fumetto è stato per me uno stimolo, un modo per vedere le possibilità di questo lavoro, cosa avrei potuto fare, il grado di realismo, di drammaticità che si può mettere in un fumetto.

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Quali sono i riferimenti culturali che hai messo nel tuo lavoro? Magari anche da altri campi, non so film, musica…

Beh posso dire che sono spesso più influenzato dai film che dai fumetti…Sono cresciuto con I Fantastici Quattro e Spiderman, roba del genere. Ma sono un grande appassionato di film. Ne vedevo molti in televisione. Orson Welles, Sam Peckinpah cose del genere. Ray Harryhausen, tutti i suoi film…

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Ti piace l’old fashion way degli effetti speciali…

Si in particolare quelli più vecchi.

Come Godzilla…?

Si, hanno un qualcosa di magico. Credo che molta della CGI di oggi sia così ovunque che…

Sono d’accordo con te, a volte sembra più finta dei vecchi pupazzi..

Si credo di si. Poichè è molto facile da fare…

La metti ovunque…

Si esatto. Non è più un momento magico. Quando la “cosa” si muove. E non te l’aspetti. Anche se lo sai..

Siamo a Lucca, patria dei Super Eroi. A questo proposito volevo farti alcune domande su V- per Vendetta. Perchè in un certo senso si tratta di un super eroe. Oggi la maschera è diventata un simbolo. Non voglio suonare blasfemo, ma sembra essere diventata una sorta di Che Guevara del nostro tempo. Come se ci fossero Eroi differenti, per epoche differenti…

E’ un punto di vista interessante. Non so. Il super eroe è una parte fondamentale dei fumetti. C’è il mito. Alcuni fumetti si basano sui miti vichinghi, come ad esempio Thor. Credo che il bisogno di avere super eroi sia dovuto al fatto che le persone pensino che i problemi della vita non possono essere risolti, c’è sempre bisogno di qualcuno che sia in grado di farlo. Naturalmente non è vero. L’unica cosa che può cambiare le cose, prendere i criminali, sono le persone che si mettono insieme per cambiarle loro stesse. Credo che la differenza tra V e tutti gli altri super eroi della Marvel ad esempio, sta nel fatto che gli altri sono tutti “autonomi”, mentre il fine principale di V è quello di motivare le persone, la società, a cambiare le cose. Perchè questa è la vita vera. I super eroi sono solo una fantasia. Nessuno ti verrà a salvare. Non può succedere. Le persone devono cambiare le cose. Credo che V sia una sorta di Super Normal Person.

…il fine principale di V è quello di motivare le persone, la società, a cambiare le cose. Perchè questa è la vita vera. I super eroi sono solo una fantasia. Nessuno ti verrà a salvare. Non può succedere. Le persone devono cambiare le cose…

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E’ una sorta di Batman, non ha super poteri.

Beh non è proprio come Batman, V infatti è stato sottoposto a degli esperimenti in un campo di concetramento nell’inghilterra distopica immaginata nel fumetto. La sua forza il suo potere viene da queste sperimentazioni. E’ stato torturato e maltrattato. Ma tutto questo ha avuto su di lui un effetto positivo. Tutto il male che i criminali gli hanno fatto nel campo di concentramento torna indietro come un boomerang contro di loro. Ho molto apprezzato questa ironia della sorte. E’ anche un super eroe, ma quello che vuole, è rendere le persone, la gente, i veri super eroi.

Per quanto riguarda la maschera, perchè credi sia diventato un simbolo politico…è stata anche censurata da qualche parte?

Non ricordo se anche il libro sia stato censurato, ma credo che la maschera sia stata dichiarata illegale in Arabia Saudita.

Tu hai lavorato a V negli anni 80, come mai secondo te, la storia sembra ancora così attuale, forse anche più attuale di prima?

Beh le cose sono cambiate molto. In un senso le cose sono migliorate molto. Basta pensare alla cortina di ferro. Tutti i paesi erano spaventati dalla guerra fredda. Ma esiste ancora una forte oppressione politica. Sono molto contento che la maschera sia diventato quello che è. E’ una forma di resistenza all’oppressione. Non ha mai avuto alcun valore politico. Era politica nell’originale, anche nel film. Ma nel senso di liberarsi della dittatura, e dal totalitarismo. Si è politico. Ma è più un grido di libertà. Come qualcuno imprigionato che vuole uscire. La maschera rappresenta la frustrazione delle persone e il bisogno di protestare. Oggi si è affermata ovunque come un simbolo di questo sentimento. E’ incredibile. Chiunque ne faccia uso, lo fa però per fare qualcosa di buono: occupy, anonymous in Cina in Egitto…

E’ diventata un simbolo universale?

Si è credo che sia una cosa buona. Purtroppo non riusciamo ancora a liberarci delle dittature e di tutti i governi totalitaristi. Abbiamo sempre sperato nello sviluppo di una democrazia, anche se poi riusciamo ad ottenerla, lo stesso non ne siamo soddisfatti. Non è la democrazia classica, perfetta, nella quale vorremmo vivere.

Anche la democrazia è una maschera in un certo senso?

Si è vero. Ci sono troppi interessi, troppe corporation che hanno così tanto potere da assoggettare i governi. Non siamo in una situazione in cui sono i governi a decidere, sono le corporation. Come hai detto, i governi usano la democrazia come una maschera, che serve a coprire gli interessi, che non hanno nulla a che vedere con il volere delle persone. Così ci troviamo in questo mondo dove le persone hanno bisogno di protestare e hanno bisogno di una voce e credo sia una buona cosa che quella maschera sia diventata il rappresentante di quella voce.

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Qual era il tuo super eroe preferito quando eri piccolo?

Quando ero piccolo ero un fan di Spiderman. Ma credo che molto fosse dovuto all’artista Steve Dikto, uno dei geni in questo campo. Comunque si, Spiderman e i Fantastici 4.

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E se potessi scegliere un super potere quale sceglieresti?

Il potere di rendere la democrazia davvero una democrazia.

Negli ultimi tempi sembra i super eroi siano tornati in auge. DI nuovo. Incassano molto. Anche di più che nel passato. Credi ci sia una qualche connessione con l’11 settembre, perchè abbiamo più bisogno dei super eroi ora?

E’ interessante. Credo che il motivo di tutta questa popolarità dei super eroi sia dovuta molto alla CGI (computer grafica). La tecnologia di oggi può davvero portare in vita i super eroi in un modo che non è mai stato possibile nel passato. Le persone vanno al cinema per divertirsi e mangiare popcorn, nella sua forma più basilare. E i super eroi sono perfetti per questo tipo di intrattenimento. Non credo ci sia un vero legame con i bisogni della gente. Non c’è il bisogno di qualcuno che sistemi le cose. No, credo fosse semplicemente il momento giusto per portarli sullo schermo. E la tecnologia era pronta per farlo.

Che ne pensi del realismo con cui vengono dipinti i super eroi, basta pensare a Batman di Nolan, ispirato da The Dark Knight, sembrano tutti un po’ desaturati, anche l’ultimo superman, il costume non è più colorato come prima…

Si si. Credo che si cerchi di fare le cose in maniera più realistica.

Che ne pensi?

A dire tutta la verità, credo che i super eroi dovrebbero stare dove dovrebbero, ovvero in un mondo di “Colorful fantasies”. Credo che cercare di farli realistici è una pessima idea. I film devono essere sempre diversi a seconda delle epoche. Non puoi fare un superman uguale a quello vecchio. Devi tentare qualcosa di diverso. Cambiare il punto di vista. Togliere la polvere e prensentarlo in maniera attraente. Nessuno vorrebbe rivedere Cristopher Reeves fare lo stesso Superman. Nessuno vorrebbe rivedere quello “stile”. C’è bisogno di un qualcosa di nuovo. Personalmente la trasposizione cinematografica che preferisco è Il Batman degli anni 60, quello della tv.

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Un classico. Quello super colorato (quello con la panza NDR), Sbam! Punch! etc…

Si. Mi piaceva moltissimo lo stile. Era molto divertente. E non si prendeva troppo sul serio, che voglio dire…nessuno si sarebbe mai vestito in quel modo! Era ridicolo! Era fantastico. L’ho amato quando ero ragazzo. E li che dovrebbero stare i super eroi. Se vuoi raccontare una storia realistica fai qualcos’altro.

Lo squalo che espoldeva era fantastico…

Si si. Si aveva “lo squalo repllente!” Era grandioso…divertente. Mi piaceva un sacco.

Non potevo resistere.

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