Bruce Lee e l’armadio di Chuck Norris

Si dice che il Babau, quando va a dormire, controlli che nell’armadio non ci sia

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Chuck Norris. Ma forse non tutti sanno che Chuck Norris, quando va a dormire, controlla che nell’armadio non ci sia Bruce Lee. Alcuni di voi potranno pensare che questo sia tecnicamente impossibile: oltre a essere l’unica creatura terrestre ad aver preso a calci il (non ancora) barbuto culo di Chuck, Lee è passato a miglior vita quarant’anni fa. Certo, sempre che crediate alla storia della morte: secondo me, Bruce è semplicemente trasceso ad un altro livello di realtà e vaga per il cosmo a calciare i culi degli esseri più cazzuti dell’universo. Un giorno potrebbe anche tornare qua, perciò occhio. http://www.youtube.com/watch?v=2VCRLYO7_QQ È il 27 novembre 1940 quando il mondo ode i primi vagiti di Lee Jun-fan a Chinatown, San Francisco. È il 20 luglio 1973 quando Bruce Lee si ritira

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per un pisolino pomeridiano e non riapre più gli occhi. In mezzo ci sono 32 (quasi 33) anni di lotta, sia fisica che umana, intervallata da grandi soddisfazioni personali e una carriera di successo che lo avrebbe immortalato come icona indiscussa non solo del cinema, ma della storia. Figlio di due mondi – Hong Kong e gli Stati Uniti – Lee studiò arti marziali sin da piccolo, presso la scuola di Yip Man, maestro di Wing Chun.

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Se il nome non vi risulta nuovo, è perché negli ultimi anni in Cina hanno fatto quattro film su di lui (uno è The Grandmaster di Wong Kar-wai). Tanto per farvi capire quanto Lee sia una figura leggendaria in Cina: siccome su di lui s’è detto di tutto e di più, si è passati a parlare del suo “maestro” (che poi non è chiaro se Yip Man lo abbia allenato di persona oppure no). Di recente, approfittando dell’anniversario, in Cina quelli di Johnny Walker hanno pure resuscitato Lee in una pubblicità che sfoggia effetti speciali piuttosto impressionanti. La vedete qui sotto. https://www.youtube.com/watch?v=wWMXp0MtYwk E lo so che siete lì ad aspettare che faccia paragoni cristologici, visto che Lee è morto a 33 anni. In realtà, come ho già detto, non li aveva compiuti, ma se proprio ci tenete vi butto lì il parallelo con un altro personaggio di finzione dotato di straordinari poteri e con manie da salvatore del mondo. Sto parlando di Superman, naturalmente. Bruce Lee è il vero Superman. Ecco, l’ho detto. È il vero Superman perché, oltre a essere un mostro di bravura nel combattimento e quindi virtualmente imbattibile (almeno al cinema) era figlio di due mondi senza appartenere davvero a nessuno dei due. Pensate che a Hong Kong, nella scuola di Yip Man, pochissimi volevano allenarsi con lui. Chi è stato? Chi ha detto “Perché era troppo forte”? Asino! Non era per quello: era perché, non essendo di pura razza cinese (la madre aveva origini tedesche), in patria tendevano a essere un tantino razzistelli e ad isolarlo. Un alieno dalle doti super-umane che camminava tra la gente comune e ha cambiato il mondo (del cinema di arti marziali). Questo era Bruce Lee. E poi c’era che era amico di Steve McQueen. E questo lo rende istantaneamente il capo, o no? Al suo funerale, oltre alla moglie Linda e al fratello Robert, c’erano McQueen

(anche suo allievo!), James Coburn (altro suo allievo) e George Lazenby (con cui stava per fare un film). E poi c’era Chuck Norris. Che, lo sanno tutti, di solito non va ai funerali: li provoca. Ma in quel caso fece un’eccezione, per omaggiare l’unico uomo che aveva preso a calci quel suo (non ancora) barbuto culo. http://www.youtube.com/watch?v=AjDIiTz7gsU Ma i film, direte voi? Come i più grandi, Lee ne ha lasciati davvero pochi. Cioè, ne ha girati più di venti, ma da vero protagonista solo quattro: Dalla Cina con furore (1972), Il furore della Cina colpisce ancora (1971, distribuito in Italia solo dopo il successo del precedente), L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (1972, ambientato, ma non girato, a Roma. Quello col famoso duello con Chucky) e I 3 dell’Operazione Drago, unico film marziale hollywoodiano di Lee, capolavoro diretto da Robert Clouse e interpretato anche dai grandissimi John Saxon e Jim Kelly (morto poche settimane fa, ahinoi). Che voi direte anche, “Ma chi cazz…?”. Eh lo so, ma questi sono i miei riferimenti, che ci posso fare. (Tra parentesi: L’ultimo combattimento di Chen, sempre di Clouse, non vale perché Lee appare solo in filmati di repertorio, ed è un mezzo patchwork messo in piedi alla meno peggio dopo la morte dell’attore.) Oh, make no mistake, Lee era un cane di attore. Aveva due espressioni sole: con o senza la tutina gialla. Ma è la dimostrazione definitiva che teatro e cinema sono due bestie completamente diverse: nel primo bisogna saper recitare, nel secondo basta bucare

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lo schermo. E lui lo bucava, oh se lo bucava. A forza di calci volanti. Tra le altre cose, Lee era regista (suo L’urlo di Chen), sceneggiatore, poeta, filosofo. Ha inventato la sua personale arte marziale, il Jeet Kune Do (“La tecnica del pugno che intercetta”, che nome figo è?!). Ha curato le coreografie di Passeggiata sotto la pioggia di primavera, scritto da un altro suo allievo, lo sceneggiatore Stirling Silliphant. Ha lasciato

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un segno in TV, interpretando Kato nella serie The Green Hornet e creando il serial Kung Fu, che poi la Warner gli fregò, affidandolo all’interpretazione di David Carradine, il Bill di Tarantino. L’episodio è descritto bene in Dragon – La storia di

Bruce Lee, biopic del 1993. http://www.youtube.com/watch?v=gEtKj6keoYU Ironia della sorte, tra le varie speculazioni sulla sua morte, la più leggendaria – e quindi la sola che valga la pena prendere in considerazione – vuole che sia stata causata da un Dim Mak, il “Tocco della morte”. Tarantino non può non averci pensato quando ha scritto la scena finale di Kill Bill. Il buon David Carradine gli ha poi involontariamente “soffiato” un’altra parte: quella da protagonista in Messaggi da forze sconosciute (1978), da Lee in parte scritto (con Silliphant e Coburn). Certo, il fatto che nel ’78 Lee fosse già morto da un pezzo ha giocato un ruolo importante nel rimpiazzo del protagonista. Insomma, con Carradine fu una convivenza strana nell’universo delle arti marziali. Però sono sicuro che, nelle sue scorribande attraverso il cosmo, Bruce ha incontrato spesso David, e insieme hanno vissuto un sacco di avventure leggendarie e hanno scatenato, e vinto da soli, immani risse nei peggiori bar degli angoli meno raccomandabili della Galassia. Se guardate il cielo, in una notte particolarmente limpida, in un qualche punto della volta vedrete la costellazione di Bruce Lee, che veglia su di noi. E calcia culi. http://www.youtube.com/watch?v=wea56J60Jd4

Marco Triolo

Marco Triolo

Verona, Italy

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